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Ai pazienti che rispondono al trattamento ma che non raggiungono una remissione completa, si raccomanda la somministrazione di un totale di 8 cicli di VELCADE.

Fra la somministrazione di due dosi consecutive di VELCADE devono trascorrere almeno 72 ore.

Aggiustamenti della dose durante il trattamento e la sua ripresa in monoterapia

La terapia con VELCADE deve essere sospesa all'insorgenza di qualsiasi effetto tossico non ematologico di Grado 3 o di qualsiasi effetto tossico ematologico di Grado 4, esclusa la neuropatia, come di seguito indicato (vedere anche paragrafo 4.4). Una volta risolti i Steve MaddenSteve MaddenFriday Suede665785 3dymQ8QBH
della tossicità, il trattamento con VELCADE può essere ripreso a un dosaggio inferiore del 25% (1,3 mg/m² ridotti a 1,0 mg/m²; 1,0 mg/m² ridotti a 0,7 mg/m²). Nel caso in cui i sintomi della tossicità non si siano risolti, o nell'eventualità in cui si ripresentino a dosaggio ridotto, si deve prendere in considerazione l'interruzione del trattamento con VELCADE, a meno che i benefici della terapia non siano chiaramente superiori ai rischi.

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I pazienti che manifestino dolore neuropatico e/o neuropatia periferica correlati alla somministrazione di bortezomib, devono essere gestiti in base a quanto riportato nella Tabella 1 (vedere paragrafo 4.4).

I pazienti con neuropatia grave preesistente possono essere trattati con VELCADE solo dopo un'attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio.

Tabella 1: Modifiche della posologia raccomandata* in caso di neuropatia correlata alla somministrazione di bortezomib

Terapia in associazione con doxorubicina liposomiale pegilata

VELCADE 3,5 mg polvere per soluzione iniettabile è somministrato per via endovenosa o sottocutanea alla dose raccomandata di 1,3 mg/m² dell'area della superficie corporea due volte la settimana per due settimane nei giorni 1, 4, 8 e 11 in un ciclo di trattamento di 21 giorni. Questo periodo di 3 settimane viene considerato un ciclo di trattamento. Fra la somministrazione di due dosi consecutive di VELCADE devono trascorrere almeno 72 ore.

Doxorubicina liposomiale pegilata è somministrata alla dose di 30 mg/m² nel giorno 4 del ciclo di trattamento di VELCADE con una infusione endovenosa della durata di 1 ora dopo l'iniezione di VELCADE.

Possono essere somministrati fino a 8 cicli di questa terapia di associazione finchè i pazienti non mostrano progressione e tollerano il trattamento. I pazienti che raggiungono una risposta completa possono continuare il trattamento per almeno 2 cicli dopo la prima evidenza di risposta completa, anche se questo richiede un trattamento per più di 8 cicli. I pazienti i cui livelli di paraproteina continuano a diminuire dopo gli 8 cicli possono proseguire la terapia fino a quando il trattamento è tollerato e continuano a mostrare una risposta.

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Biodiversità » Pubblicazioni e banche dati » Repertorio della fauna italiana protetta
Inviato da d.castrechini il Mer, 07/24/2013 - 12:43

Presentazione

La sempre maggiore importanza che viene riconosciuta alla salvaguardia dell'ambiente ha generato negli ultimi anni una fitta normazione per la soluzione dei problemi che affliggono la fauna selvatica, articolandone la tutela in modo differenziato a seconda delle specie. Ma proprio la molteplicità delle norme oggi in vigore alla quale va aggiunta, fortunatamente, anche quella delle specie animali viventi appartenenti alla fauna selvatica rischia di vanificare la loro efficacia, poiché la loro stratificazione e spesso la loro differente originarietà richiedono non solo una continua ed aggiornata conoscenza, ma anche una poliedrica professionalità. La Direzione Conservazione della Natura dei Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio ha colto questo disagio e ha sentito l'esigenza di produrre uno strumento utile a facilitare l'azione degli operatori in questa materia. Il Repertorio della fauna protetta Italiana, sicuramente, risponde a questa necessità. Infatti, è stato redatto in modo da essere facilmente e velocemente consultabile. La pubblicazione è suddivisa in due parti la prima riporta i testi delle norme, la seconda è composta di schede che indicano lo status di protezione e di salute di ogni singola specie animale. Nel sito sono resi disponibili i dati relativi alla seconda parte e gli indici delle specie interessate da segnalazioni.

Contenuti

La fauna italiana è costituita da circa 57.422 specie di cui circa 56.168 invertebrati e 1.254 vertebrati. La normativa nazionale (legge 157/92), le Convenzioni comunitarie (Berna, Bonn, Parigi, Washington, Barcellona) e le direttive internazionali, (79/409 e 92/ 43) tutelano, a differenti livelli, alcune di tali specie, riservando quasi esclusivamente il loro interesse a quelle Vertebrate. Infatti risultano tutelati 93 Mammiferi su 118, 467 Uccelli su 473, 58 Rettili su 58, 38 Anfibi su 38, 39 pesci ossei su 489, 7 pesci cartilagenei su 73 e 4 agnati su 5. Passando agli invertebrati le cifre divengono assai diverse, infatti risultano tutelati 7 Poriferi su 479, 7 Celenterati su 463, 20 Molluschi su 2.139, 1 Anellide su 1.149, 9 Crostacei su 2.236, 38 Insetti su 37.315 e 1 Echinoderma su 118.

Descrizione dell'elenco

L'elenco è ordinato per Phylum, Classe, Ordine, Famiglia e Specie. Per le singole Specie le colonne indicano nell'ordine:

Le categorie rispetto alle quali è stato verificato se esistono informazioni sono le seguenti:

Legende delle categorie IUCN

Repertorio della fauna italiana protetta

L. 157/92 art. 2
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Imprese | Energia

La tecnologia eolica, il mini eolico, il micro eolico, l'eolico off shore

L'eolico, il mini eolico, il micro eolico, l'eolico off shore Un generatore eolico sia ad asse verticale che orizzontale richiede una velocità minima del vento (cut-in) di 3-5 m/s ed eroga la potenza di progetto ad una velocità del vento di 12-14 m/s. Ad elevate velocità (20-25 m/s, velocità di cut-off) l'aerogeneratore viene bloccato dal sistema frenante per ragioni di sicurezza. Il bloccaggio può avvenire con veri e propri freni che bloccano il rotore, o con metodi che si basano sul fenomeno dello stallo e "nascondono le pale al vento". I giri al minuto dell'aerogeneratore sono molto variabili come lo è la velocità del vento; ma la frequenza di rete deve essere costante a 50 hertz, perciò i rotori vengono collegati a una serie di inverter prima di immettere l'energia in rete. La cinematica del generatore eolico è caratterizzata da bassi attriti, assenza di surriscaldamento e di un sistema di refrigeranti (olio ed acqua) e un costo di manutenzione pressoché nullo.

Esistono generatori di energia eolica della più svariata forma e dimensione; per gli aerogeneratori di grande taglia la tecnologia ad oggi dominante è quella dell'aerogeneratore ad asse orizzontale in particolare tripala, con eliche che si orientano in direzione del vento.

La dimensione massima degli aerogeneratori tripala è in crescita costante con potenze nominali, per le turbine più grandi, che si avvicinano alla soglia dei 10 MW. Il gigantismo degli aerogeneratori aumenta l'impatto visivo degli stessi, il ché può rappresentare un problema in siti di particolare pregio storico; comporta però anche effetti energetici importanti: infatti la velocità del vento (e ancor più l'energia potenziale dello stesso) aumenta allontanandosi dal suolo; inoltre la potenza dell'aerogeneratore varia proporzionalmente al quadrato della lunghezza della pala. Da questo deriva che un aerogeneratore di dimensioni doppie rispetto ad un altro, in condizioni standard, non si ritrova con una potenza doppia ma enormemente superiore; a puro titolo esemplificativo: aerogeneratore diametro rotore da 126 m - potenza nominale 7MW (E-126), aerogeneratore diametro rotore da 66 m - potenza nominale 1,65 MW (V-66).

I grandi parchi eolici possono in taluni casi costituire un problema per l'avifauna, in particolare quella migratoria. Al riguardo esistono sul mercato sia sistemi per tenere lontani gli uccelli (dissuasori) sia appositi radar/sistemi di rilevamento che arrestano le pale in presenza di stormi. Un altro impatto tipico dei grandi parchi eolici è il rumore creato dal rotore mosso dal vento. Solitamente però la localizzazione di questi impianti (rilievi, zone costiere, mare territoriale) coincide con densità abitative basse o nulle, riducendo considerevolmente la rilevanza di tale impatto.

I principali produttori mondiali di aerogeneratori sono tedeschi e danesi: Vestas, Enercon, Siemens, Gamesa Eolica, GE Wind. Ma anche in questo settore si stanno affacciando sul mercato internazionale le aziende cinesi.

Mini eolico Piccolo eolico, o minieolico, è considerata la produzione di energia elettrica da fonte eolica realizzata con l'utilizzo di generatori di altezza inferiore a 30 metri. Gli aerogeneratori possono essere al servizio di una utenza isolata non collegata alla rete elettrica o connessi sia per auto-produzione in scambio che per fornitura di energia alla rete. La differenza con il grande eolico risiede oltre che nella dimensione delle macchine nella possibilità di operare economicamente con regimi di vento inferiori a quelli richiesti dalle grandi macchine industriali.

Microeolico Per microeolico si intendono impianti portatili, capaci di fornire anche meno di 1 kW a strutture come camper, cucine ed ospedali da campo, server e router wireless per computer portatili in spiagge o campeggi, barche a vela o yacht, ecc. Questa piccola quantità di potenza è sufficiente a fornire potenza a qualche lampada fluorescente, a frigoriferi ecologici, laptop, ma non ad alimentare resistenze elettriche di forni, scaldabagni o lavatrici.

Eolico off shore Con l'espressione eolico off-shore si intendono gli impianti installati ad alcune miglia dalla costa di mari o laghi, per meglio utilizzare la costante e considerevole esposizione ai venti di queste zone. La dimensione delle aree marine permette poi la realizzazione di parchi eolici composti da decine a centinaia di aerogeneratori. I costi dell'off-shore sono però superiori all'eolico on-shore: per profondità del mare fino a 20/30 metri si possono utilizzare tecnologie di fondazione in mare già rodate, per profondità superiori sono allo studio vari prototipi che prevedono turbine galleggianti ancorate al fondale marino. Nel Mare del Nord che ha fondali bassi sono in fase di realizzazione Parchi eolici con centinaia di aerogeneratori: a puro titolo esemplificativo si citano "London Array", vicino all'estuario del Tamigi (potenza circa 1000 MW) o "BARD Offshore 1" di fronte alle coste tedesche e danesi (potenza circa 400 MW). Per saperne di più sull'eolico

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Rissa nella serata di sabato 19 maggio in Piazza Duca d'Aosta a Milano, di fronte alla Stazione Centrale. Diverse persone si sono azzuffate nel piazzale davanti allo sguardo sbigottito di milanesi e turisti.

Secondo quanto riportato dall'azienda regionale di emergenza urgenza non ci sarebbero feriti. La scena è stata ripresa dal consigliere comunale della Lega Nord Massimiliano Bastoni che ha pubblicato una clip su Facebook.

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Tiziano

R: Milano, maxirissa in piazza Duca d'Aosta davanti alla Stazione Centrale: il video Quante storie... a Milano non ci si può neppure trastullare! Uffa...

Giuseppe

R: Milano, maxirissa in piazza Duca d'Aosta davanti alla Stazione Centrale: il video bene speriamo si siano fatti male questi scarafaggi merdosi

R: Milano, maxirissa in piazza Duca d'Aosta davanti alla Stazione Centrale: il video Ma non avete un cavolo da fare che bla bla bla da vecchi rincoglioniti

R: R: Milano, maxirissa in piazza Duca d'Aosta davanti alla Stazione Centrale: il video Rincoglionito sarai te, demente.

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